La formula per l’home staging perfetto

La formula per l’home staging perfetto

Oggi voglio parlare della formula per il giusto home staging.
Diverse volte ho sentire parlare della possibilità di progettare differenti livelli di home staging cioè di prevedere più modalità di allestimento sullo stesso immobile.
Ma non è così!
Mi piace paragonare il mestiere dell’home stager, inteso come consulente, al medico della mutua, al quale ci rivolgiamo raccontando i nostri sintomi per avere un consiglio su cosa sia meglio fare.
Lo stesso vale per gli appartamenti, che hanno bisogno dell’intervento dell’home stager perché sono fermi sul mercato o devono esservi immessi.
Così come il medico anche noi dobbiamo fare tutta una serie di valutazioni prima di pronunciarci, innanzitutto capire qual è il target appropriato per quell’immobile, condividere con l’agente immobiliare o il proprietario la storia dell’appartamento, informarci da quanto tempo è in vendita, quante persone l’hanno visto e che tipo di persone erano.
Poi, è opportuno farci dire che tipo di commenti ha suscitato la visita dell’appartamento, che obiezioni sono state mosse e se sono state individuate le motivazioni per cui nessun cliente ha avuto voglia di fare una proposta d’acquisto.
Infine, sempre come il medico, noi home stagers valutiamo quale può essere la cura per quell’appartamento, tenendo conto del mercato immobiliare e di un preciso target.
Indubbiamente quest’ultimo particolare è il più impegnativo.
È molto importante tenere conto di tutte le varianti legate all’immobile, come la sua dimensione, la sua posizione, la presenza o meno di un ascensore, il numero delle stanze, in base al quale si valuterà se proporlo ad una famiglia o ad una persona sola, per esempio.
Una volta definito il target si passa a progettare il tipo di intervento da fare e l’home stager professionista propone un solo ed unico allestimento!

Light, no grazie!

Non condivido in nessun modo l’approccio di chi propone sia un intervento per così dire “light” che uno più approfondito, non è un atteggiamento professionale.
Se all’home stager viene chiesta la ricetta giusta, per mettere sul mercato un immobile, come può essere possibile che quelle ricette siano addirittura due o tre?
Non si possono modificare le nostre valutazioni, e la conseguente proposta di intervento, in base alla disponibilità economica del cliente.
Se siamo in grado di risolvere il problema con un budget ridotto perché mai dovremmo proporre anche una soluzione più dispendiosa?
La soluzione è una e prima di presentarla al cliente occorre, piuttosto, aver instaurato un rapporto di fiducia reciproca!

Le agenzie immobiliari

Spesso sono gli agenti immobiliari che chiedono home staging di vari livelli perché non sono in grado di cogliere la differenza tra presentare l’immobile in modo decoroso, pulito e ordinato e un vero e proprio allestimento inteso come strumento di marketing immobiliare.
Se un immobile non si presenta in maniera dignitosa, ed è proposto da una agenzia, la sua immagine deludente ricade sull’agenzia stessa. Da qui nasce l’esigenza di un intervento di ripulitura che, però, non deve essere confuso con l’home staging!
Un home stager professionista cerca sempre di trovare la sistemazione giusta e coerente con il tipo di appartamento, se un immobile si presenta già bene non sarà necessario fare dei grandi stravolgimenti.
Sta a noi valutare il da farsi.

Unica eccezione: la casa abitata

In questi casi, la soluzione ottimale non sempre è realizzabile, dato che gli spazi sono occupati dalle persone che ci vivono.
L’home stager, però, può comunque far notare quali sono i particolari che proprio non possono essere trascurati, se si vuole riuscire a vendere l’appartamento, anche se non può applicare la propria ricetta.
Per esempio, mi è capitato di dover intervenire in un appartamento abitato con un evidente problema di muffa. In quel caso ho fatto presente che l’home staging serviva a ben poco se prima non lo risolvevano.
Di solito nelle case abitate non intervengo di persona, trovo più appropriato fare una sorta di coaching al proprietario, spiegandogli come deve preparare e sistemare l’immobile attraverso una lista dettagliata. Posso dire che i miei consigli vengono accolti con entusiasmo perché forniscono un aiuto concreto a chi ha difficoltà nel destreggiarsi in mezzo alla confusione e il disordine.
Una volta messe in pratica tutte le mie indicazioni, mi presento accompagnata dal mio fotografo professionista per raccogliere le immagini che saranno pubblicate sui siti immobiliari specializzati.
Ecco che, pur lavorando entro certi limiti, l’home stager deve sempre cercare di fare del proprio meglio!

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