Come diventare home stager

Come diventare home stager

Home staging, ma che bella professione!

L’home staging comincia a diffondersi nel nostro Paese e sono sempre di più le persone che si sentono attratte da questa professione.
È innegabile che eserciti un certo fascino e attiri la curiosità e l’interesse di chi è tentato di cambiare lavoro.
Diventare libero professionista può sembrare una soluzione entusiasmante ma è importante non dimenticare mai che un home stager deve sudare sette camicie prima di potersi definire tale.
Questo lavoro richiede parecchie competenze, molto diverse tra loro.
Occorre, per esempio, conoscere il mercato immobiliare, avere rudimenti di psicologia ambientale, saper preparare un preventivo attendibile e, soprattutto, essere in grado di fare un ottimo allestimento degli immobili.
Un bel po’ di cose, non c’è che dire!
Se vi siete già scoraggiati, la professione di home stager non fa per voi.

Voglio diventare home stager!

Per diventare home stager bisogna essere tenaci e non lasciarsi demotivare dagli ostacoli e dagli imprevisti.
Ci vuole voglia di migliorarsi giorno dopo giorno, curiosità ed entusiasmo.
Un bravo home stager cerca sempre di acquisire nuove conoscenze, per ampliare le proprie competenze e offrire un servizio più accurato.
Chi si avvicina a questa professione non deve mai confondere la finalità dei propri interventi.
L’home stager non è un arredatore o un architetto d’interni, che sistemano le case col solo scopo di accontentare il loro proprietario.
L’home staging è una tecnica di marketing immobiliare, che si avvale di allestimenti eseguiti a regola d’arte per attrarre più persone possibili e un home stager non lo deve mai dimenticare!

Corsi per home stagers, non si smette mai di imparare

Dal momento che, per essere home stagers, bisogna avere molte competenze e quasi mai le si posseggono tutte, sarebbe opportuno seguire uno specifico corso di home staging.
Un corso specializzante permette agli aspiranti home stagers di acquisire nuove informazioni e, a chi già svolge questa attività, di approfondire le proprie conoscenze.
Una buona formazione è d’obbligo per poter apparire credibile davanti ai clienti, senza correre il rischio di sembrare inesperti e poco affidabili.
Chi mai affiderebbe un lavoro a qualcuno che dà l’impressione di essere alle prime armi?

Home stager, specializzato è meglio

Il bisogno di specialisti si fa ancora più stringente se cominciamo ad addentrarci nel mondo dell’home staging.
Un home stager non può proporsi per qualsiasi tipo di intervento, dato che il mercato immobiliare è suddiviso in tanti microcosmi.
C’è il mercato legato agli appartamenti, quello delle ville e quello delle case di campagna. Poi c’è l’ambito privato e quello commerciale o turistico, case vacanza, B&B, agriturismi.
Ognuno di questi campi richiede uno studio attento e approfondito, se si vuole fare un allestimento efficace.
Pertanto, è plausibile che un home stager si specializzi solo in alcuni di questi ambiti, ritagliandosi una nicchia di quel mercato.

L’importanza di scegliere con attenzione i propri collaboratori

Fare un intervento di home staging non significa solo sistemare qualche arredo e un po’ di accessori ma, molto spesso, vuol dire prendere in mano martelli, pennelli o altri attrezzi.
Quello che un home stager non è in grado di fare in autonomia, deve essere affidato ad un collaboratore di fiducia: un imbianchino, un tappezziere, un falegname, ecc.
Artigiani che bisogna conoscere, per essere certi dell’esito della loro opera.
Un home stager deve selezionare con cura i collaboratori di cui vuole avvalersi perché dovrà rispondere al cliente dei risultati del loro lavoro.
In tutte le circostanze è sempre l’home stager che ci mette la faccia e si gioca la reputazione. Meglio non dimenticarsene mai!
Se, nonostante tutto quello che vi ho elencato, sentite ancora forte l’entusiasmo per questa professione, non vi resta che cominciare. Buon lavoro a tutti voi!

 

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