Il magazzino di un’home stager

Il magazzino di un’home stager

Oggi vi voglio parlare di come funziona il lavoro dell’home stager da un punto di vista meramente pratico.
Di fronte ad un immobile da vendere l’home stager interviene con spostamenti, ritocchi, risistemazioni ma anche inserendo accessori e complementi, come piante, vasi, copriletti, cuscini e tante volte arredi veri e propri.
Si deve pensare a tutto, dal tappeto al lampadario, dal divano, più o meno grande, a gruppi di tavole e sedie, fino alle simulazioni di cucine, per le quali utilizzo mensole e consolle insieme a mobili di cartone che evocano, appunto, una cucina vera.
Tutti questi arredi non provengono, come molti pensano, da negozi che li prestano o li noleggiano, ma fanno parte del magazzino personale dell’home stager.
Quindi, è indispensabile avere a disposizione uno spazio dove conservare tutto questo materiale.

Chi fa da sé fa per tre

Fino a questo momento in Italia non si è ancora affermata una vera industria, indirizzata all’home staging, perciò noi del settore siamo tutte piccole realtà di liberi professionisti che si arrangiano come possono. Pertanto, anche il magazzino è una semplice autorimessa, di circa 14 metri quadrati, organizzata con delle scansie d’acciaio su due lati e un piccolo soppalco, dove ho appeso i ganci per i vari lampadari.
Potrebbe sembrare uno spazio troppo piccolo ma, in realtà, basta organizzarlo con attenzione per riuscire a sfruttarne il massimo della capienza. Nonostante abbia materiale per poter allestire una dozzina di appartamenti, incastrandolo e smontandolo in maniera adeguata ci faccio stare tutto!
Bisogna essere in grado di gestire tutto il flusso di materiale che va e viene dagli appartamenti, cercando di spostarlo da un allestimento all’altro, senza neanche passare per il magazzino, per non trovarselo stipato.
Chi si affaccia a questa professione non deve pensare che, prima ancora di iniziare, debba riempire un magazzino intero di materiale. Meglio acquistare il necessario un po’ per volta, in base al lavoro che si deve svolgere. Ed è importante procurarsi elementi di vario genere, per poter rispondere alle aspettative di diversi target di clientela.
Il mio consiglio è di approfittare dei periodi di saldi, per visitare i negozi di marca, che normalmente sono i più cari. In queste occasioni potete fare scorta e comprare delle cose belle senza spendere troppo, come una sedia o un paralume di design, oggetti che nell’home staging sono sempre utili.

Perché non farsi prestare il necessario dai negozi?

Negli anni in cui ho lavorato per delle imprese di costruzioni, per collocare gli appartamenti, ho contattato diverse aziende di mobili chiedendo loro di prestarci alcuni articoli in mostra per allestire questi immobili ma la loro risposta è stata sempre negativa.
In effetti, a guardare la questione dal loro punto di vista, questo tipo di promozione non ha nessun vantaggio.
Il numero dei visitatori per un immobile è di certo esiguo rispetto a quante persone si riescono a intercettare sistemando, per esempio, uno showroom in una fiera o in un centro commerciale.
Inoltre, il trasporto dei mobili incide notevolmente sui costi del negozio, che, tra l’altro, si ritrova a dover riallestire i propri spazi con altri mobili. Alla fine le spese da sostenere e il tempo perso non compensano questo tipo di operazione.
Le uniche aziende disponibili sono quelle che noleggiano i materiali per le fiere ma il noleggio è al massimo settimanale e la tariffa equivale a quella che applico io per un semestre!
Per fare un buon lavoro di home staging è importante avere a disposizione tante soluzioni differenti tra cui scegliere, perchè gli arredi devono essere adatti al target cui ci si vuole rivolgere. Quindi, meglio arrangiarsi con i propri mobili piuttosto che essere limitate da pochi articoli prestati da un negoziante, non trovate?

 

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